Un progetto per l'ottimizzazione dei servizi mediante Hub intermodali

Un modello ad Hub per la mobilità e i servizi della Calabria


Gli Hub Intermodali per la Calabria
Il modello che qui si presenta si ispira da altre realtà simili ove, come in Calabria, i centri abitati sono sparsi e relativamente lontani tra loro.
Il modello prescrive la creazione di un numero di Hub importanti collocati nell'immediata prossimità dei capoluoghi, degli ospedali, delle università e degli Aeroporti che siano raggiungibili rapidamente da tutti i territori regionali e siano in veloce connessione tra di loro.
Per quanto riguarda la sanità, localmente sarebbero presenti e replicati i soli reparti di pronto soccorso, mentre tutti gli altri reparti sarebbero collocati in un unico grande centro ospedaliero da raggiungere velocemente in seguito al potenziamento delle infrastrutture.
Stessa cosa per gli aeroporti, dove la dispersione delle risorse tra aeroporti a poca distanza fa sì che nessuno possa essere sviluppato come merita.
Le università dovrebbero essere consolidate per creare centri universitari multi-disciplinari che possano favorire l'interfertilizzazione tra diverse discipline, allo stesso modo di quello che avverrebbe concentrando i reparti ospedalieri.

Gli Hub che sono stati individuati per la Calabria sono i seguenti:
  • I capoluoghi di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria.
  • Aeroporto di Lamezia - da ribattezzare Aeroporto della Calabria: gli aeroporti di Reggio e Crotone sarebbero smantellati e sostituiti da un rapido collegamento con l'aeroporto di Lamezia.
  • Ospedale Germaneto dove andrebbero concentrati tutti i reparti e le competenze per smantellare tutti gli altri nosocomi e trasferirvi tutti gli altri reparti, competenze e maestranze.
  • Unical e Università di Catanzaro in collegamento con il nucleo ospedaliero e università dello stretto di Reggio.
  • Importanti nuclei intermodali: es. Rotatoria Angitola
  • I centri in quota sarebbero collegati agli Hub mediante impianti su fune, anche in serie.

Il collegamento tra gli hub sarebbe, nel caso migliore, effettuato da treni ad alta velocità, ma in forma temporanea anche con bus o altri mezzi a minore tecnologia. L'obiettivo è naturalmente quello di identificare gli hub e accentrare lì le risorse, cosa che introdurrebbe un circolo virtuoso riguardo il potenziamento del loro collegamento.

Il collegamento Adriatico

Un tema che sta particolarmente a cuore a chi pensa allo sviluppo della Calabria è certamente l'apertura ferroviaria verso la Puglia e da lì per l'Adriatico, oltre ai collegamenti secondari verso ovest dati dalle direttrice per Roma e Milano.
Perché ciò avvenga, aprendo così il territorio verso nord-est, sarebbe sufficiente potenziare in AV la tratta Sibari-Bari così da permettere numerose tratte, a titolo esemplificativo:
  • Reggio-Paola-Sibari-Bari-Bologna
  • Reggio-Catanzaro-Sibari-Napoli-Roma
  • Catanzaro-Bari-Napoli
In tale modo si renderebbe peraltro Sibari un nodo fondamentale per la mobilità Calabrese, forse anche superiore a Lamezia e Paola.
Si tratta passando della misera soluzione messa in piedi dalla passata amministrazione per veicolare il treno da Sibari, piuttosto che verso nord per l'Adriatica, verso Sud per Paola per poi risalire sul Tirreno, con un'assurda duplicazione di servizi, lasciando ampie necessità trasportistiche del tutto inevase.